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La Op Primo Sole racconta l’esperienza con il finocchio della Seminis

Cartesio incontra Dolce Lucano: il connubio e’ garantito

La Op Primo Sole di Montescaglioso (Matera, Basilicata) coltiva circa 300-350 ettari di finocchi, con un calendario che dura quasi tutto l’anno, tranne i mesi estivi. Tra le varietà in lavorazione dalla seconda metà di ottobre c’è Cartesio, finocchio a raccolta autunnale precoce di Seminis, con ciclo di 70-75 giorni circa.

“I trapianti sono stati effettuati il 31 luglio, con raccolta al 14-15 ottobre. La qualità del prodotto è eccellente. Dal punto di vista agronomico, è una varietà che mi ha sorpreso, consentendoci la coltivazione e un anticipo dei tagli, qui in Basilicata – racconta Giuseppe Appio, amministratore della Op – Nel corso degli anni abbiamo sempre registrato problemi di marcescenza, di piante deboli e che soffrivano il caldo. Da quando abbiamo iniziato a trapiantare il Cartesio, possiamo dire di aver trovato un finocchio estivo dalla qualità autunnale“.

Riguardo alle prestazioni del finocchio Cartesio in fase di lavorazione, la responsabile commerciale della Op Primo Sole, Rosangela Appio, aggiunge: “Al contrario di altre varietà estive che presentano un grumolo un po’ più piccolo, Cartesio si sviluppa più abbondante, tondo, bianco, con una radice piccola e un distacco della canna verde. Ha un peso specifico importante e questo ci consente di valorizzarlo sul mercato interno, che predilige appunto pezzature grandi, bianche e tonde”.

Grazie al Cartesio della Seminis, quest’anno la Op è riuscita ad anticipare la commercializzazione del prodotto lucano di quasi un mese.

“La stagione autunno-vernina è iniziata con il piede giusto, con prodotto di qualità e prezzi che hanno rispecchiato l’andamento del mercato del grezzo. Purtroppo, da circa quindici giorni l’effetto Covid-19 si fa sentire. Stiamo assistendo a un’inversione di tendenza rispetto al primo lockdown, dove c’è stata una corsa all’acquisto e, di conseguenza, ordini pazzi con volumi di vendita triplicati – continua Rosangela Appio – Oggi i consumatori sembrano aver capito che l’approvvigionamento di frutta e verdura è garantito, pertanto non hanno aumentato i loro volumi di acquisto”.

“Il meteo, d’altra parte, non ci sta aiutando: in tutta Italia si stanno registrando temperature più alte della media stagionale, che non favoriscono il consumo di verdure invernali. Stesso andamento lo viviamo sul mercato estero: Svizzera e Germania, nostri primi Paesi acquirenti, hanno ancora disponibilità di prodotto interno, pertanto non hanno iniziato le importazioni. Nonostante ciò, riusciamo a commercializzare al meglio le nostre produzioni, grazie anche alla valorizzazione di prodotto con il brand Dolce Lucano che continua a confermare i volumi di vendita e la sua quota di mercato”.

Tenendo presente l’anticipo dei tagli a metà ottobre in Basilicata, la varietà si è adattata infatti perfettamente al brand Dolce Lucano, lanciato nel 2019 proprio per valorizzare il finocchio di fascia premium, prodotto nel metapontino. Questo areale si trova nel cuore della Magna Grecia ed è stato il primo sito di produzione dell’ortaggio in Italia.

“Gli studi storici, che abbiamo effettuato negli anni passati, ci hanno permesso di dimostrare che furono i Greci a portare il finocchio nel nostro Paese – racconta Francesca Appio, responsabile comunicazione e amministrazione della della Op Primo Sole – Oltre al fattore storico, il legame del finocchio con il metapontino è dato dalla qualità che l’ortaggio sviluppa in questo areale”.

Una caratteristica importante del finocchio a marchio Dolce Lucano è il packaging a basso impatto ambientale. “Utilizziamo, infatti, un vassoio in cartone 100% riciclabile, con le indicazioni su come riciclarlo, un film in polilattato (PLA) ed etichette certificate compostabili, che possono essere conferite nell’organico”, conclude Francesca Appio.

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